Il banchetto Ucraino fa gola a tutti. Territorio per la Russia, diritti di sfruttamento minerario per gli USA. E gli europei? Perchè abbiamo la sensazione che ci sia una spartizione in corso a cui non siamo stati invitati?

Gli Stati Uniti, da quando hanno tolto la maschera, sono molto più confortevoli. Almeno adesso sappiamo che abbiamo a che fare con dei Cattivi che non si vergognano di esserlo. Sappiamo che Elon Musk e gli amici suoi, come Steve Bannon, sono disadattati che non si curano dei loro figli o che per esempio si lasciano andare a saluti che Predappio levati. Saluti nazisti carissimi lettori. Saluti nazisti che se gli chiedi spiegazioni ti sei inventato tutto, ma che in realtà sono un messaggio che arriva a chi deve arrivare.

In più aggiungiamo una politica estera USA che fa ridere i polli.

Partiamo dai fatti.

La Russia ha vinto la guerra in Ucraina.

Negli USA governano dei veri e propri banditi, che vogliono costringere l’Ucraina a farsi saccheggiare delle risorse naturali per soddisfare l’aperitivo di terre rare della Paypal Mafia, Peter Thiel e Elon Musk in testa, e che se Zelensky non firma sono pronti a tagliare internet con Starlink, di proprietà di Elon Musk

Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, sembra aver scelto una linea pragmatica sulla guerra in Ucraina: accettare una sconfitta occidentale sul campo per ottenere un vantaggio strategico più ampio. L’obiettivo principale non è più Kiev, ma Pechino. Per raggiungere questo scopo, Trump è pronto a scaricare il costo del conflitto sugli europei e, se necessario, prolungare la guerra tra Russia e Europa, lasciando che Mosca e Bruxelles si logorino a vicenda mentre Washington sposta la sua attenzione verso il Pacifico.

La guerra in Ucraina è stata avviata da Vladimir Putin, ma è stata provocata dall’espansione della NATO a Est e dalle politiche di sicurezza americane che hanno ignorato i segnali di allarme provenienti da Mosca. Ora, con il ritorno di Trump, gli Stati Uniti stanno ridefinendo il proprio ruolo, passando da attore protagonista a regista occulto, lasciando all’Europa il compito di gestire una guerra sempre più difficile da sostenere.

L’Europa a un bivio: subalternità o autonomia?

Con il ritiro del sostegno americano, l’Unione Europea si trova di fronte a una scelta cruciale: accettare la sconfitta e la propria subalternità geopolitica o intraprendere un percorso di autonomia strategica. La prima opzione porterebbe a una pace imposta da Mosca, con conseguenze politiche ed economiche devastanti per l’Est Europa e un rafforzamento dell’influenza russa sul continente. La seconda opzione richiederebbe uno sforzo senza precedenti per rafforzare la difesa europea e un riassetto dell’architettura di sicurezza, con o senza la NATO.

Il rischio di una guerra prolungata

Trump, consapevole della fragilità politica ed economica dell’UE, potrebbe spingere per una soluzione che lasci il conflitto in una fase di stallo prolungato. Un’Europa impantanata in una guerra senza esiti chiari sarebbe ancora più dipendente dagli Stati Uniti per la sicurezza e la stabilità economica, garantendo a Washington una posizione dominante nel futuro assetto globale. Nel frattempo, l’America si concentrerebbe sulla Cina, cercando di isolare Pechino e impedire la formazione di un blocco euroasiatico in grado di sfidare la supremazia occidentale.

Il discorso di Mario Draghi e la reazione europea

Recentemente, Mario Draghi ha lanciato un appello per un’Europa più autonoma e meno dipendente dagli Stati Uniti in materia di difesa e sicurezza. La proposta di un piano da 200 miliardi tra UE e Gran Bretagna per rafforzare le capacità militari europee ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato, paesi come Francia e Germania vedono questa iniziativa come un passo necessario verso una maggiore indipendenza strategica, mentre altri, come Polonia e Paesi Baltici, temono di allontanarsi troppo dalla protezione americana.

Questo piano pone interrogativi fondamentali sulla NATO e sui rapporti USA-UE. Se l’Europa dovesse diventare autosufficiente nella difesa, quale sarebbe il ruolo degli Stati Uniti nella sicurezza europea? E, soprattutto, con gli USA che adottano una politica sempre più isolazionista e un’Europa riarmata e in grado di difendersi da sola, non si rischia la fine dell’Occidente così come è emerso dopo la Seconda Guerra Mondiale? La dissoluzione dell’architettura di sicurezza transatlantica potrebbe portare a un mondo più frammentato, con una concorrenza sempre più accentuata tra blocchi geopolitici e una riduzione dell’influenza americana in Europa.

A meno che…

L’unica alternativa per l’Europa sarebbe prendere in mano il proprio destino, costruendo una politica estera e di difesa autonoma dagli Stati Uniti. Ciò implicherebbe un coordinamento senza precedenti tra i paesi UE, un’accelerazione dell’integrazione militare e un riequilibrio delle relazioni con Mosca, magari attraverso una mediazione che ponga fine al conflitto ucraino con condizioni accettabili per entrambe le parti.

La vera domanda è: l’Europa sarà in grado di pensare e agire come un soggetto geopolitico autonomo, o continuerà a seguire le direttive di Washington, pagando il prezzo delle strategie americane senza alcun reale beneficio?