Magari l’avete soltanto pensato, magari qualcuno dei vostri amici ve l’avrà anche sussurrato all’orecchio, mentre siete in macchina per un viaggio di lavoro. Non è una cosa di cui si parla ad alta voce, ma è interessante provare a immaginare, in un esperimento di fantapolitica, quante sono le possibilità che Elon Musk venga ucciso entro 12 mesi da oggi.
Elon Musk è uno degli uomini più influenti e controversi del nostro tempo. Il suo coinvolgimento in settori strategici come l’intelligenza artificiale, l’aerospazio, le telecomunicazioni e l’automotive lo ha reso un bersaglio non solo di critiche, ma anche di possibili minacce. Quanto è reale il rischio che Musk possa essere eliminato nei prossimi 12 mesi? Analizziamo i fattori chiave che determinano la sua sicurezza.
Musk ha accumulato una serie di nemici potenti. Le sue posizioni aggressive contro le normative statali, sia negli Stati Uniti che in Europa, lo hanno reso inviso a molti governi. L’industria petrolifera e automobilistica, vedendo in Tesla un nemico esistenziale, ha più di una ragione per contrastarlo. Anche il settore dell’intelligenza artificiale, con la sfida lanciata da Musk a OpenAI attraverso xAI, ha contribuito ad accrescere la schiera dei suoi oppositori. Starlink, con il suo ruolo chiave nei conflitti internazionali, lo ha infine proiettato al centro di delicate questioni geopolitiche.
La storia dimostra che gli innovatori e i leader dirompenti hanno spesso subito pressioni e, in alcuni casi, sono stati eliminati. John F. Kennedy, con il suo contrasto con apparati dello Stato profondo, è stato assassinato in circostanze mai completamente chiarite. Nikola Tesla, visionario nel settore energetico, è stato ostacolato dalle lobby economiche del suo tempo. Steve Jobs, benché morto per cause naturali, ha visto la sua carriera stroncata temporaneamente da giochi di potere interni ad Apple.
Gli Stati Uniti hanno una lunga tradizione di eliminazioni di figure politiche e influenti. L’omicidio di Abraham Lincoln nel 1865, quello di John F. Kennedy nel 1963 e quello di Martin Luther King nel 1968 mostrano come personalità carismatiche che sfidano l’ordine costituito possano diventare bersagli. Oggi, le modalità sono cambiate: la distruzione di un leader avviene più spesso attraverso scandali mediatici, guerre legali o delegittimazione finanziaria. Tuttavia, il livello di polarizzazione e gli interessi economici colpiti da Musk lo rendono una figura potenzialmente esposta anche a rischi più estremi.
L’attentato subito da Donald Trump durante la campagna elettorale ha dimostrato quanto l’America sia in un momento storico di estrema instabilità politica. Se un ex presidente può essere vittima di un tentativo di assassinio, cosa impedirebbe che una figura altrettanto polarizzante come Musk possa trovarsi in una situazione simile? Il clima di tensione negli Stati Uniti e il crescente sentimento anti-Musk in Europa aumentano i fattori di rischio. Le sue posizioni sulla censura e sulla gestione delle piattaforme social lo hanno messo in aperto contrasto con l’UE, che sta tentando di regolamentare X (ex Twitter) con sempre maggiore rigidità. Il suo rapporto con la Cina e il posizionamento ambiguo sulla guerra in Ucraina lo rendono una figura divisiva anche a livello internazionale.
Nonostante le numerose minacce teoriche, Musk gode di una sicurezza personale senza precedenti. Tuttavia, esistono scenari in cui la sua eliminazione potrebbe essere vista come vantaggiosa per certi gruppi di potere. Le élite finanziarie e tecnologiche che si oppongono al suo modello di business e alla sua retorica anticonformista potrebbero trarre beneficio dalla sua scomparsa, eliminando un attore imprevedibile dal panorama economico e politico globale. Alcuni governi, specialmente quelli più ostili alla sua influenza nel settore delle telecomunicazioni e dell’intelligenza artificiale, potrebbero vedere in un suo ridimensionamento o eliminazione un’opportunità per riaffermare il controllo su settori strategici.
Le grandi aziende rivali, come quelle legate all’energia tradizionale e alle case automobilistiche storiche, potrebbero anche avere un interesse nell’indebolire Musk e le sue aziende, in quanto Tesla e SpaceX hanno destabilizzato modelli economici consolidati. Se si considera il quadro generale, l’eliminazione di Musk non sarebbe solo un colpo alla sua persona, ma un evento che potrebbe ridisegnare gli equilibri geopolitici e industriali, lasciando spazio a nuove alleanze e a un riassetto del potere tecnologico globale.
Musk è certamente una figura polarizzante e potente, con molteplici nemici. Tuttavia, la sua visibilità e la sua rete di protezione rendono improbabile un attacco diretto nei prossimi 12 mesi. Più probabile è che continui ad affrontare una battaglia su più fronti, tra guerre legali, finanziarie e politiche. La vera domanda, però, resta: chi potrebbe davvero beneficiare della sua scomparsa?