Instabilità di Mercato e Trump. Dalla salita al soglio della presidenza degli Stati Uniti, i mercati azionari americani e di riflesso quelli globali hanno cominciato a fluttuare in modo, notano alcuni, molto simile a quello delle recenti crisi finanziarie.
Negli ultimi anni, l’arrivo di Donald Trump alla guida della Casa Bianca ha coinciso con un’ondata di entusiasmo speculativo sui mercati finanziari, che, insieme a nuove innovazioni tecnologiche come DeepSeek, ha generato un livello di instabilità non dissimile da quello che si è verificato durante la bolla dot-com degli anni ’90 e la crisi subprime del 2008. Questa combinazione di fattori politici e tecnologici ha messo in luce come le dinamiche di mercato, nonostante appaiano in superficie stabili e vicine ai massimi storici, siano in realtà caratterizzate da una volatilità e da una fragilità senza precedenti.
Economisti e stratega finanziari hanno messo in guardia sul fatto che le prime 50 aziende statunitensi, molte delle quali titolari di settori strategici come la tecnologia, la finanza e il retail, stanno mostrando livelli record di “fragilità”. Tale fragilità, intesa come la capacità dei prezzi azionari di oscillare drasticamente in un singolo giorno rispetto alla loro volatilità media, è stata paragonata a quella osservata nei periodi antecedenti al crollo della bolla dot-com. In un contesto caratterizzato da incertezza legata a possibili variazioni delle tariffe e dei tassi di interesse, anche i titoli di grandi aziende, come Apple, Amazon, Microsoft, Nvidia, JPMorgan Chase e Walmart, sono sempre più suscettibili a forti fluttuazioni.
Instabilità di Mercato e Trump
Parallelamente, l’introduzione di DeepSeek ha aggiunto una dimensione ulteriore al panorama finanziario. DeepSeek, un modello di intelligenza artificiale sviluppato in Cina, è riuscito a competere con le controparti americane operando a costi notevolmente inferiori. Nel mese di gennaio, il lancio del modello ha innescato una massiccia vendita di azioni nel settore tecnologico, con conseguenze drammatiche: Nvidia, ad esempio, ha perso quasi 600 miliardi di dollari in capitalizzazione di mercato in un solo giorno, segnando il più grande calo nella storia del settore. Questi eventi hanno evidenziato come un catalizzatore tecnologico possa innescare movimenti speculativi che ricordano le dinamiche degli anni ’90, quando l’eccesso di ottimismo e le valutazioni gonfiate hanno portato alla bolla dot-com.
Non solo il settore tecnologico è interessato da questi cambiamenti. Anche altri comparti, come quello farmaceutico e quello del tabacco, hanno registrato oscillazioni significative, con alcuni titoli che hanno subito forti variazioni, contribuendo ulteriormente al clima di incertezza del mercato. Tale instabilità è particolarmente preoccupante perché le maggiori aziende hanno un peso rilevante negli indici azionari, e perturbazioni in queste realtà possono avere effetti a catena sull’intero sistema finanziario.
Dal punto di vista politico, l’approccio dell’amministrazione Trump ha ulteriormente alimentato l’incertezza. La retorica e le politiche economiche orientate verso un approccio “America first” hanno spostato l’attenzione dal mercato globale a una visione più interna, con il rischio di ridurre l’impegno umanitario e l’espansione economica verso l’estero. La mancanza di consultazione con il Congresso e le decisioni unilaterali in ambito di riforma economica hanno fatto sì che molti investitori e dirigenti aziendali si mostrino sempre più cauti e titubanti. Il clima di tensione politica ha contribuito a creare un ambiente in cui, nonostante i mercati possano apparire stabili, il sottostante è segnato da un nervosismo crescente.
Guardando al passato, il confronto con la bolla dot-com e la crisi subprime diventa inevitabile. Durante la fine degli anni ’90, l’ottimismo legato alla nascita di Internet portò a valutazioni estremamente elevate e a investimenti speculativi su aziende con fondamentali deboli. Quando le aspettative non si materializzarono, il crollo fu rapido e devastante. La crisi subprime del 2008, invece, fu innescata da una serie di fattori interconnessi, tra cui la concessione indiscriminata di mutui e la mancanza di trasparenza nel settore finanziario, portando a un collasso sistemico che ebbe ripercussioni globali. Oggi, la combinazione di politiche interne aggressive e l’hype tecnologico, rappresentato da innovazioni come DeepSeek, sembra mettere in atto una dinamica simile, dove il mercato si trova a camminare sul filo del rasoio.
Gli investitori devono ora confrontarsi con una realtà complessa: da un lato, le innovazioni tecnologiche promettono enormi potenzialità di crescita e trasformazione economica; dall’altro, l’ambiente politico e finanziario è permeato da incertezze e da un eccesso di speculazione che potrebbe portare a una correzione drastica. Mentre alcuni vedono in questa fase l’inizio di un nuovo ciclo di crescita simile a quello degli anni ’90, altri temono che l’attuale situazione possa evolversi in un crollo altrettanto significativo, con ripercussioni simili a quelle della crisi subprime.
In conclusione, l’era Trump, con le sue decisioni radicali e la crescente influenza di tecnologie disruptive come DeepSeek, ha contribuito a creare un mercato finanziario caratterizzato da una volatilità e da una fragilità senza precedenti. La situazione attuale richiama alla mente le lezioni del passato: la storia ci insegna che l’innovazione, sebbene fondamentale per il progresso, deve essere accompagnata da una gestione prudente e da un’attenzione costante ai rischi sistemici. Gli investitori sono chiamati a rimanere disciplinati, diversificati e vigili, perché il confine tra crescita sostenibile e speculazione incontrollata è sempre più sottile, e l’instabilità che oggi vediamo potrebbe preludere a una correzione di mercato significativa, paragonabile a quella vissuta durante la bolla dot-com e la crisi del 2008.